Solidaria Biennale dei Diritti
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  22/09/2005
    Bambini a Solidaria: tutti ai pennelli
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  20/09/2005
    Conferenza stampa Solidaria
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Il Progetto

Cosa c'è a Solidaria

La manifestazione si compone di più anime.
Una ricca sezione dedicata agli approfondimenti sui temi portanti del lavoro della cooperativa Agape, come pedagogia e diritti dell’infanzia, le opportunità per i diversamente abili, il futuro della legge Basaglia, i disagi della terza età, le problematiche della cooperazione internazionale, gli obiettivi preziosi del volontariato.

Tutto questo accostato a spazi espositivi specifici, dove Agape mette in mostra la propria attività e i risultati raggiunti, nonché i progetti in essere e quelli futuri, e lascia spazi a disposizione di altre realtà e di altri obiettivi, nel nome dei diritti, dei doveri, dell’arte, dell’integrazione…

Al lato propriamente istituzionale si affianca quello dell’intrattenimento.

Solidaria risponde a questi e ad altri interrogativi attraverso la ricerca di peculiarità espressive, dell’offerta di “spettacoli per tutti” all’imprescindibile rispetto delle esigenze di ciascun singolo gruppo, riunendo tutte le suddette esigenze in un contenitore unico, che offra contemporaneamente occasioni di intrattenimento sia differenziate che omogenee.

Dai libri alle conferenze, dai clown al teatro, dalla musica di strada al concerto, dalla birreria ad esperienze enogastronomiche di matrice etnica, dal venditore di tappeti al mercatino equo e solidale, dai castelli di sabbia per i bimbi ai tornei per i diversamente abili, dagli aquiloni alle mongolfiere, dalla musica popolare alla discoteca di tendenza, Solidaria è un luogo di incontro non solo di culture, intese come intraculture e interculture, ma anche un incrocio di stili, di tendenze, un momento di dialogo tra i gusti, i desideri, le speranze e le aspettative che tutti, in maniera sicuramente differenziata ma simile nell’atteggiamento, riponiamo nel presente e nell’immediato futuro, in special modo in un periodo storico come quello che stiamo vivendo, tra i più difficili e delicati della nostra storia di umanità.


Dove e quando Solidaria

Solidaria 2005 si terrà a Pontedera il 23, 24 e 25 settembre 2005.

La location verrà decisa in base alla meteo tardo settembrina, fattore non trascurabile, e prevede la possibilità di un’installazione di piazza, in particolare nella Piazza della Solidarietà, incastonata tra la città, la Piaggio e i confini della campagna.

Oppure al chiuso, nei capannoni dei depositi Ape ex-Piaggio, perfetti come inquietante scenario post-industriale e come soluzione logistica in caso di tempo non favorevole.


Cos'è

Solidaria, Biennale dei Diritti2005, si presenta come una manifestazione dai molteplici aspetti.

Indetta e organizzata dalla cooperativa AGAPE scarl, patrocinata da Comune di Pontedera, Provincia di Pisa, Regione Toscana, ASL 5, è dedicata ai settori svantaggiati del corpo sociale (bambini, anziani, portatori di handicap), occupazione primaria della propria attività, Solidaria diventa, con l’innesto di un format innovativo e tematico, un momento di festa e di incontro dedicato alle problematiche dell’integrazione e dei diritti.

L’ottica dell’evento va nel senso della replicabilità, della standardizzazione dell’impianto, del forte coordinamento corporate, la periodicità, l’esportabilità in location omologhe in altri contesti urbani.


Perchè Solidaria

Il nome “Solidaria” è dedicato allo spirito della manifestazione, sintetizzando in una parola forte e leggera allo stesso tempo i concetti sopra espressi: solidarietà, solidità, struttura, ariosità, speranza, partecipazione, diritti, uguaglianza.

Parlare di Biennale dei Diritti da un risalto tutto nuovo a questo genere di manifestazioni e garantisce all’evento, fin dal suo primo apparire, continuità e visibilità durante il suo sviluppo nel tempo, edizione dopo edizione, attraverso l’ibridazione tra le tematiche sociali e il linguaggio del mondo dell’arte, del design, della comunicazione.

La “visione” di Solidaria nasce come oasi, spazio vitale nel deserto, utopia, città nella città come il Suk e la Medina. Si ispira alle yurte che affollano ancora le piazze di Ulan Bataar, in Mongolia, souvenir di una cultura nomade in via di estinzione. O alle tendopoli che creano villaggi nelle contese terre mediorientali, dove alla dignità compromessa dei popoli si contrappone il vociare e il colore dei bambini.

Ma soprattutto l’icona, la tenda dei nomadi del Sahara, tenda che è ombra, vita, casa, famiglia, tribù.

Prendendo come spunto l’opera di Italo Calvino:

“…la città di tutti i giorni riprendeva il posto dell’altra città deserta e riscoperta solo per un momento o forse soltanto sognata…nel seguito degli anni i miei occhi sono tornati a contemplare il deserto e le piste delle carovane; ma ora so che questa è solo una delle tante vie che mi si aprivano quella mattina a Dorotea…”

“…la proprietà di questa (città) e che chi vi arriva una sera di settembre, quando le giornate si accorciano e le lampade multicolori s’accendono tutte assieme (…) viene da invidiare quelli che ora pensano di d’aver già vissuto una sera uguale a questa e d’esser stati quella volta felici…”

Italo Calvino, “Le città invisibili”, Einaudi 1972

Una manifestazione itinerante, anzi, nomade, che invade pacificamente le città. In quei luoghi, capannoni, piazze, parcheggi, che identificano l’uomo dello spazio urbano come passante occasionale, migratore, nomade. Il parcheggio come accampamento di auto, la piazza come luogo desertificato dall’individualismo, dall’egoismo, dall’intolleranza.


Com'è Solidaria

Il fil rouge concettuale e visivo individuato è diventato sia riferimento culturale sia scenografia dell’evento, ai fini di caratterizzarlo fortemente e renderlo durevole, in vista di nuove edizioni o disseminazioni.

Una scenografia di impatto: l’oasi nella città, le tende e il vento, le spezie e gli aromi.

Sabbia, tende e tessuti, scenografia portante.

Dentro e fuori, animazione, musica, giochi, conferenze, incontri, mercatino, workshop, teatro.

E ancora, Forum di discussione nelle tendopoli.

A Solidaria le tendopoli rinascono come spazio vitale, città di nomadi, oasi di incontro.



 
   
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